Login Contatti | RIVISTA SEMESTRALE - ISSN 2421-0730 - ANNO III - NUMERO 2 - DICEMBRE 2017

Presentazione di Vittorio Daniele, Alessandro Morelli e Andrea Porciello

In Editoriale
3 febbraio 2018

L’Europa vive una crisi d’identità. In un duplice senso. Da un lato, l’Unione Europea appare una realtà istituzionale indecifrabile (come emerge dai contributi del Forum coordinato da Mellace), dalla legittimazione incerta e discussa, anche per la sua connotazione sempre più tecnocratica (si veda l’intervento di Joerges). La stessa questione, vecchia e mai risolta, del deficit democratico dell’Unione appare oggi strettamente correlata al problema della crisi delle istituzioni democratiche statali, coinvolte da un processo d’integrazione sovranazionale dalle prospettive sempre più incerte.

Dall’altro lato, il continente europeo è agitato dal ritorno di movimenti nazionalisti e dalla riemersione d’istanze identitarie che, come sottolinea La Torre nel suo Editoriale, dipendono anche, e soprattutto, dal deterioramento della memoria storica dei popoli europei. In tale contesto, tornano a trovare espressione istanze secessionistiche (come quelle catalane, su cui si vedano i contributi di Menéndez e di Margiotta Broglio). A fronte di un quadro tanto caotico, la speculazione teorica sulle categorie tradizionali (come quelle di Stato, diritto fondamentale, ecc.), condotta dagli studiosi anche in prospettiva interdisciplinare, appare quanto mai necessaria, per non lasciare il dibattito pubblico in preda dei sofismi interessati di spregiudicati commentatori al servizio dei tanti, nuovi Principi in campo (si vedano, sul tema, il contributo di Bixio e l’intervista di Guzzo a Ferrajoli).

A tale crisi d’identità è, dunque, prevalentemente dedicato questo numero di Ordines.

Si aggiungono due saggi sulla mediazione civile in Italia (Ripepi) e sulla mediazione in Turchia (Yasan), e un contributo sul progetto russo “anti-europeo” (Mikhailenko).

Nella sezione dedicata alla Discussione, si pubblicano un contributo sul procedimento disciplinare nel pubblico impiego dopo gli interventi del decreto legislativo n. 75 del 2017 (Colosimo); un articolo sulla valutazione della ricerca nel campo della storia economica (Citarella); un saggio sul cambiamento organizzativo attraverso la cooperazione decentrata (Ventura); un contributo sull’imprenditoria femminile nei paesi sottosviluppati (Cristofaro).

Chiudono il numero, come di consueto, le recensioni, questa volta dedicate al volume di Brunello e Zagrebelsky, Interpretare. Dialogo tra un musicista e un giurista, il Mulino, Bologna 2016 (Mazzuca); al libro di Luca Loschiavo, L’età del passaggio. All’alba del diritto comune europeo (secoli III-VII), Giappichelli, Torino 2016 (Rotiroti); e al volume di Massimo La Torre, Nostra legge è la libertà. Anarchismo dei moderni, DeriveApprodi, Roma 2017 (Bilotti).

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